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"Fare le uova è peccato?" di Adele Cambria, da Il Giorno, Milano 23 Settembre, 1978, p. 12.
Due donne, Vilda Ciurlo e Meri Franco-Lao, sono entrate in finale per il premio teatrale IDI-novità italiana, che sarà dato il 30 settembre. Il loro testo, surreale comico, ipotizza una rivoluzione genetica per cui le donne, improvvisamente, si mettono a fare le uova. Grave turbamento e scandalo delle istituzioni: tuona il Monsignore: "Il frutto diabolico del femminismo ha portato a questo! Ora ne hanno escogitata un'altra! Le uova mensili! L'hanno fatto apposta… Vogliono la rovina dell'umanità!".
Ma l'Urbanista lo rassicura: "Per costringere ogni donna a covare l'uovo del suo peccato, ciascuna abitazione sarà munita di un ovoscopio elettronico: le uova gallate, pardon… omate, verranno rimandate alla titolare, le altre saranno invece convogliate, da ciascuna abitazione, in una ciclopica fogna ovale".
Il Ministro degli Interni tuttavia insiste, preoccupato di un eventuale "abortismo" ovale: "Ma chi ci garantisce - chiede - che un uovo col bambino dentro non diventi una frittatina?".
La commedia, che si intitola, evidentemente, "Ovalis", è spiritosa e scorrevole: Mery Franco-Lao (che ha già pubblicato un libro sulla musica delle donne, dal titolo "Musica Strega") ne ha scritto anche le musiche. Wilda Ciurlo, regista radiofonica, genovese, autrice di varie regie teatrali "al femminile", ha dato il via, nel luglio scorso, all'uso tutto femminista di celebrare clamorosamente il proprio compleanno, dai quarant'anni in poi (un tempo, la falsa galanteria maschile vi si riferiva come all'età degli "anta"… Oggi le donne rivendicano invece i loro anni).
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