La vita
VERSILIA JAZZ FESTIVAL
PREMIO MUSICA EUROPA
Comune di Forte dei Marmi (Lu)
http://www.versiliajazzfestival.net
e-mail: info@versiliajazzfestival.net
Direttore Artistico: Anna Maria Castelli
Assegnazione Premio Musica Europa 2007
SONO STATI RESI UFFICIALI I NOMI DEL VINCITORE DEL PREMIO
MUSICA EUROPA 2007 E DEL PREMIO MUSICA EUROPA ALLA CARRIERA.
Enrico Rava
Meri Lao
ENRICO RAVA
PREMIO MUSICA EUROPA 2007
MERI LAO - PREMIO MUSICA EUROPA 2007
alla carriera
 
 
 
 

MERI LAO- Musicista e letterata


Nata a Milano (26 febbraio 1928) da genitori già emigrati in Sudamerica (sono stati i primi a introdurre le macchine per fare la pasta), cresciuta fra l'Argentina e l'Uruguay, si è stabilita a Roma dopo un lungo soggiorno a Parigi e una parentesi cubana di tre anni. Ha pubblicato tre manuali didattici per La Nuova Italia sulla sua esperienza come insegnante di Storia della Musica e del Teatro nei licei sperimentali di Roma. Esce frequentemente per simposi, seminari e conferenze nelle università italiane e straniere. Allieva di Walter Gieseking, Eliane Richepin ed Ersilia Tipo, ha iniziato giovanissima la carriera di pianista classica che, dopo vari abbandoni e riprese, con programmi di musica contemporanea e incursioni nel tango d'avanguardia intitolate Tanghitudine, ha deciso di chiudere in leggerezza con la canzone “Una donna senza uomo” commissionatale da Federico Fellini per "La Città delle Donne".

   

   Foto di Rya Kaufman, 2006

È stata pioniera nell'opera di raccolta e diffusione della musica popolare latinoamericana, con trascrizioni su pentagramma, dischi (ha curato i primi degli Inti Illimani), programmi radiofonici e televisivi, numerosi articoli e una trentina di libri, a cominciare da “Basta! Chants de témoignage et de révolte de l'Amérique Latine” (1967, François Maspero, Parigi), “Trovatori dell’America Latina”, “Cile: il canto resisterà”. Ha deposto come testimone al Tribunale Russell di Roma e Bruxelles che giudicava le dittature latinoamericane. Ha partecipato in molti documentari dove racconta le sue amicizie (Violeta Parra, per esempio) o le proprie esperienze.  I suoi libri sul tango (sei in totale, da “Tempo di tango” a “Todo Tango”, Bompiani 1974, 2004), le hanno valso i lusinghieri giudizi.


“In Europa c’è un vero fervore per la nostra musica, soprattutto in Italia e in Francia. In Italia c’è Meri Lao, che conosce la materia come molti di noi neppure se lo sognano, per giunta con la competenza di una pianista classica.” Astor Piazzolla, 1978

“Meri Lao ha dedicato una vita al tango. Forse una vita non basta, ma è certamente chi ci ha sempre raccontato meglio questa magnifica vicenda.” Umberto Eco, 2004

Altro importante tema delle sue indagini è il femminile: da “Donna Canzonata”, in cui mette alla berlina i parolieri italiani, a “Musica strega”, considerato internazionalmente il primo gender study sulla musica, a “Le Sirene”, simboli della donna oscura in senso junghiano, messaggio "altro" che si ha paura di ascoltare. Per il teatro ha scritto una dozzina di commedie, dove esplica la sua vis comica, e parallelamente ha composto musiche di scena. Si occupa personalmente dell'archivio dell'Accademia Scientifica del Tango e del Bolero (da lei fondata presso l'Instituto Cervantes nel 1995), nonché del materiale iconografico e letterario, unico al mondo, sulle Sirene.



   Foto di Lucia Baldini, 2001

Tradurre è diventata ormai una sua seconda natura, il suo modo ricorrente di comunicare e di “viaggiare” tra il Vecchio Continente e quello Nuovo. Ha tradotto in italiano, con testo a fronte, varie centinaia di canzoni e di tanghi che figurano nei suoi libri. Opere teatrali dell’uruguayano Jacobo Langsner, il cileno Benjamín Galemiri, il cubano Virgilio Piñera. È fiera di aver tradotto in spagnolo l'opera di Don Milani (“Carta a una Profesora”, Biblioteca de Marcha, Montevideo 1969; Editorial Schapire, Buenos Aires 1972). Quando ha deciso di scrivere su se stessa, non poteva esimersi dal fare un libro bilingue: “Il Vicino di sotto / El Vecino de abajo” (1999), definito da Antonio Melis "il libro latinoamericano più ricco e divertente degli ultimi trent'anni" e immesso subito nel programma di studi della sezione ispanistica dell'Università di Siena.



Nel 1951 (aveva 23 anni, stava per laurearsi) ha vinto il Premio nazionale di Musicologia organizzato dal SODRE, la Radio di stato uruguayana, con un saggio su “El atonalismo”. Nel 1992 ha ottenuto il premio letterario Castilenti con un racconto intitolato “Il mio partner”. Nel 2001 ha avuto il Premio Tenco all’operatore culturale, con la seguente motivazione:

“Musicista, musicologa, scrittrice, ricercatrice, ha approfondito e divulgato in particolare temi legati alla didattica musicale e al ruolo della donna nella canzone, ma soprattutto, da vera sirena, ha attirato il pubblico italiano ed europeo nei segreti della grande canzone latinoamericana, diventandone studiosa tra i massimi del mondo.”

E ora, questo Premio Musica Europa 2007 alla carriera...



E-mail: merilao@iol.it

È di recente tornata da un viaggio in Estremo Oriente con altri tanghi e altre Sirene.

Foto:
       Sullo sfondo la baia di Hong Kong. Gennaio 2001
       Con una curiosissima scolaretta vietnamita. Gennaio 2001

       Somatizzazioni sireniche



Aria


Aria è il nome della mia nipotina, nata a New York l'8 aprile 2001, da mio figlio Curzio e Rya Kaufman. La prima parola che ha pronunciato è stata "Nonna" (alla quale seguirono dadda, gatto e grazie). Quelle poche volte che siamo insieme, ridiamo da matte: io ho scoperto di avere qualità clownesche, lei ne gode fino a farsi venire il singhiozzo. Aria, che sta crescendo con l'inglese, l'italiano e il russo (dalla mamma), adora sentirmi cantare in spagnolo: "Vereda tropical" è diventata la nostra sigla musicale, in diretta o telefonicamente. Guardate la foto con lei che mi usa da materasso: è il ritratto della felicità.


Aria, la mia nipotina, inoltrandosi nel Giardino delle Delizie di Hyeronimus Bosch,
si affaccia al mistero della Sirena. Venezia, settembre 2002



Aria a tre anni (aprile 2004) con la statua di Alice nel Paese delle Meraviglie,
al Central Park di New York