Desideri irrealizzati
PUBBLICARE NEL 2007 IL "DIZIONARIO MANIACALE DEL SETTE"

LIBRO CURIOSO CERCA EDITORE CURIOSISSIMO (O SPECIALISSIMO?)

DIZIONARIO MANIACALE DEL SETTE
dalle 7 Meraviglie all'Agente 007

Liste canoniche, classifiche, selezioni, censimenti,
serie, teorie, collezioni, elenchi di sette elementi

L'idea mi è nata a Babilonia, un giorno di quasi 40 anni fa, davanti alle vestigia di una delle sette meraviglie del mondo antico; di notte, poi, guardando la stella polare, che è una delle sette stelle dell'Orsa Minore, mi si sono fatte avanti (per uno dei sette peccati capitali, l'invidia o la suberbia) le altre sette stelle dell'Orsa Maggiore. E così via, un sette tira l'altro, da Gilgamesh alla Bibbia, dalla coccinella septem punctata al cinema, il teatro, le scale heptafoniche, le vertebre cervicali, le sette fobie del sec. XXI, o il corrido messicano che canta "Siete Leguas, el caballo que Villa más estimaba". (Quando studio non mi pongo limiti)
Ma questo è un libro che non voglio sprecare, anzi, lo vorrei piazzare bene (che esca con un giornale, per esempio), con le traduzioni in altre lingue prenotate, in modo da scoraggiare i copioni, che pullulano. Vorrei delle royalties non irrisorie, da passare alla mia nipotina. (Come vedete, uso il condizionale: è la vita che pone i limiti)

RIEDITARE LA "CARTA A UNA PROFESORA" della scuola di Barbiana

Trovare un editore spagnolo che capisca la grandezza e l'universalità dell'opera di Don Lorenzo Milani e voglia pubblicare la "Lettera a una professoressa" nella traduzione che ne ho fatto nel 1969 per l'America Latina, in edizioni economiche militanti subito esaurite. 
È stata sua madre, Alice Weiss Milani Comparetti, ad autorizzarmi, dopo avere letto la lunga recensione che avevo inviato al settimanale uruguayano "Marcha". Secondo questa donna colta, poliglotta, di famiglia ebrea, questa versione -di una laica, di famiglia anarchica- era l'unica ad avere rispettato la parola nuova e arcaica, e la rara coerenza del pensiero di uno dei preti più scomodi d'Italia.

RIORDINARE INSIEME A UN'EQUIPE DI GIOVANI LA RICERCA SU "MUSICA STREGA"

Punto di partenza, il libro pubblicato nel 1976 in Italia dalle Edizioni delle Donne, des Femmes in Francia, Frauen Offensive in Germania, Icaria in Spagna (che io stessa ho tradotto). Dopo la seconda edizione italiana aggiornata del 1980, il libro non è stato più ristampato. Salutato dalla critica, ha avuto un'ampia ripercussione in molte Università italiane e straniere (Storia della Musica, Semiotica, Epistemologia, Storia dell'Arte, Architettura). Ha ispirato lavori di diverse artiste (come "Vesti violente" di Riccarda Pagnozzato sull'usanza di vestire le sculture di madonne in certe località del Nordest d'Italia) e di molte studiose (come "A più voci" di Adriana Cavarero). Tuttavia il libro non era destinato ai soli specialisti, ma alle persone disposte a mettere in discussione le idee e le tecniche acquisite nella propria materia, nel proprio mestiere. 
Prima ancora che si parlasse di "gender", Eleonora Fe' d'Ostiani e Federica Di Castro, nei rispettivi campi della psicanalisi infantile e della critica d'arte, ne erano entusiaste. Volutamente ambiguo, il titolo porta a pensare a una musica che strega, e a una musica emarginata, silenziata, finita sul rogo. Il sottotitolo ("per la ricerca di una dimensione femminile nella musica") indica l'intenzione di ritrovare quella parte (femminile) della musica che gli uomini (e insieme le donne) hanno represso. Un esempio limite: le ninne nanne, la melodia, sconfitte dai ritmi assordanti della disco music. Come conclusione, un'ipotesi di lavoro per uno spettacolo sulle streghe. Sin dalla prima intuizione, non ho mai smesso di ricercare su quest'appassionante tematica (i miei lavori sulle sirene ne sono una consequenza), arricchendola con ulteriori argomenti e documenti d'appoggio. Il mio più vivo desiderio è portare questo vasto materiale raccolto a un'università, tenere un seminario e, insieme a un'équipe redazionale giovane e competente, procedere a una nuova stesura del libro.

PUBBLICARE CON UN EDITORE COME DIO COMANDA "IL VICINO DI SOTTO" (Bilingue o in due versioni indipendenti)

A seguito di una brutta frattura che mi aveva reso invalida per diversi mesi, decisi di riprendere alcuni scritti che da 40 anni tenevo chiusi nel cassetto perché troppo intimi, accostandoli ad altri più recenti. È risultato un piccolo libro (sempre in crescita), bilingue in quanto autobiografico. Siccome gli editori ai quali l'avevo proposto lo consideravano "non catalogabile", ho passato il floppy disk direttamente a una tipografia. 
IL VICINO DI SOTTO / EL VECINO DE ABAJO, mai andato nelle librerie, è uscito in sole 300 copie alla fine del 1999, a spese mie, con il logo di un editore fantasma, senza contratto. Subito esaurito. Qualche frammento del libro è stato celebrato qua e là: Il mio partner ha avuto il premio Antonelli 1995, Il bis era stato pubblicato dalla rivista Symphonia, Sátiro Egerio era entrato a far parte (come "il ritratto psicanalitico più indovinato del Maestro") di una biografia di Fellini della Garzanti, il racconto Piedi delicati circola ancora in fotocopia nell'ospedale Fatebenefratelli di Roma, reparto ortopedia. 
Giovanni Meo Zilio, il mio vecchio professore di Lettere all'università di Montevideo, glottologo di fama, ne fa un'esegesi sulla Rassegna Iberistica di Venezia nel 2002. Bravissimi attori (Silvio Orlando, Anna Bonaiuto, Valentina Carnelutti, Manola Nifosí) ne leggono qualche brano in pubblico, con grande affetto. I proff. Antonio Melis e Antonio Tabucchi lo immettono nei programmi di ispanistica 2000-2001 dell'università di Siena, nei corsi di traduzione creativa. Ora "Il vicino di sotto"è diventato il doppio. 150 cartelle in italiano. Un inedito a tutti gli effetti. In questo libro, fatto di racconti e pezzi brevi (non sono epigrafi, né aforismi, né poesie: mi rimetto al mio maestro Julio Cortázar), narro esperienze vissute in prima persona. Alcune dure e dolorose, come Madre, Tutto sta a cominciare, Uomo all'antica (il buco nero dei Desaparecidos). Le scoperte dell'amore e del sesso (Pseudopòdi parla senza ambagi dell'erotismo come identità), la musica classica (Il bis), il tango (Quell'incontro con Gardel, Identikit del Chanta, Identikit del Piantado), le lingue (Traduttore alla pari), il mestiere di insegnare (Sofismi, Ascoltare i giovani), i viaggi (Babilonia, Cuba Settanta), la salute (Pelo superfluo, Piedi delicati, E-mail per Richard Gere), i conflitti con certi editori, con certi giornalisti, con certe femministe (Errata porridge, La Mudra, Per un vaginofono), la convivenza col diverso razzialmente inferiore, sì, lasciatemelo dire (Il mio partner). E sempre il vicino di sotto che spia, che interrompe, che mi manda dalle stelle alle stalle. La nota prevalente è la tenerezza e l'ironia. Quando esercito la critica e autocritica raggiungo livelli esilaranti, dicono. Non vedo l'ora di pubblicarlo con un editore come Dio comanda, che lo legga senza pregiudizi di "collocazione", che mi faccia critiche coraggiose, e che sappia valorizzarlo e promuoverlo, anche sfruttandomi a sangue. Si potrebbe pensare a una coedizione simultanea con la Spagna: a questo scopo ho pronte altre 150 cartelle a parte, in spagnolo.

FONDARE UNA ASSOCIAZIONE AMICI DELLE SIRENE

Il tema si giova di una raccolta letteraria, musicale, iconografica (ca 4.000 diapositive + video e film) unica al mondo, e di una sorta di "siren watching" internazionale che si è creato spontaneamente tra i lettori dei miei libri sulle Sirene.
Le Sirene, i segreti di un messaggio inascoltato, dalla Dea del Paleolitico ai segnali d'allarme dell'inquinamento marino. Collegarle ad altre ricerche parallele sul femminile in senso lato: musica "strega", le ninne-nanne, gli evirati cantori, Marianna Mozart, Maria Callas, Canti del mare. Partecipazione al film di Fellini "La Città delle Donne" con la danza della tartaruga e la canzone leit-motiv improntata al femminile giocoso.
Gemellaggi con città fondate da Sirene: da Partenope a Napoli, a Leucosìa di Paestum, Piana, Amantea e Maratea, la Sirena di Varsavia e quella di Copenaghen, la Melusina della città feudale di Lusignan, quella di Dieppe sulla Manica, l'Ikea della città di Montluçon, le làmie della Regione Basca nei Bassi Pirenei. Famiglie che vantano Sirene nei blasoni come i Colonna di Roma, i Pendasi di Bologna, i Candida di Napoli, i Serenelli di Verona.
Gemellaggio ideale: Italia-Brasile, tra Napoli, la terra delle Sirene e Salvador de Bahia, sede della sirena Yemanjá del rito yoruba.

Amici che aderiscono:

I cantautori bahiani Caetano Veloso e Gilberto Gil, nominato ministro della Cultura del governo di Lula. 
Società di Criptozoologia (Arezzo) sede italiana di quella Internazionale fondata a Tucson da Bernard Heuvelmans.
Eva Cantarella (Università Statale di Milano), il sapere femminile nell'antica Grecia.
Adriana Cavarero (residente a Venezia), ricerca sulla voce femminile o dell'infanzia.
Laura Del Zoppo (residente a Roma), ricerca sulla sirena nella medicina psicosomatica.
Patrizia Giancotti (residente a Roma), fotografa e antropologa di Sirene brasiliane.
Miguel Angel Invarato (Madrid), fotografo, eventi su temi del mare fra la Spagna e le coste siciliane.
Giovanni Longobardi (Università Roma) e l'architettura evanescente del giapponese Toyo Ito.
Giovanna Marini (residente a Roma), ricerca sul canto popolare femminile.
Noëlle Maston (residente a Villeneuve-Loubet), studiosa di psicogenealogia.
Federica Matta (residente a Parigi) scultrice di Sirene nei porti del Cile, del Brasile, della Manica.
Donatella Mazzoleni (Università Napoli) e la zoé alla base dell'architettura napoletana.
Céline Menghi (residente a Roma) e il godimento femminile "Altro" nell'insegnamento di Lacan.
Anna Maria Mori (residente a Roma), intervistatrice di donne "nascoste".
Daniela Perco, direttrice del Museo Etnografico di Cesio Maggiore (Belluno), ricerca sulle Anguane, sirene dei laghi.
Paolo Scarnecchia (residente a Roma), ideatore di Vis Musicae, zoomusicologia a Sila Piccola.

TROVARE UNA BIBLIOTECA dove lasciare il mio sterminato materiale cartaceo, iconografico e audiovisivo sull'America Latina. Non per seppellirlo, ma per potenziarlo e farlo circolare: ricordate la parabola dei talenti? Io mi offro per avviarlo e per rifondare la Accademia Scientifica del Tango e del Bolero (1995, Instituto Cervantes de Roma).